Tecnica della catena – Trasporto

Modalità di lavoro delle catene di trasporto

Un’installazione di trasporto comprende una ruota motrice, come ad esempio nella trasmissione di potenza.
La sollecitazione sulla catena proviene dalla massa e dai vari attriti del carico da trasportare e dalla catena stessa.

Appoggio della catena

La catena può essere sostenuta tra le ruote in diversi modi:

► la catena scivola su una guida in appoggio sul bordo delle piastre

Modalità di lavoro 1

► la catena rotola su una guida in appoggio sui rulli piccoli o più in generale sui rulli grandi lisci o flangiati

Modalità di lavoro 2

► la catena è sostenuta da una o più ruote folli lisce o dentate in appoggio sul bordo delle piastre o sui rulli grandi. Configurazione utilizzata soltanto per la parte stesa. L’appoggio della catena a livello della parte tesa e della parte stesa non è obbligatoriamente identico.

Modalità di lavoro 3

In caso di installazione verticale, è eventualmente possibile fare a meno di qualsiasi dispositivo di sostegno e di guida della catena che pertanto resta sospesa sulla ruota superiore solitamente motrice.

Natura del carico

I carichi trasportati hanno una natura molto variabile, il che porta a una grande diversità di installazioni di trasporto:

► il carico è continuo per l’intera lunghezza del trasporto e tale carico è:

• alla rinfusa (carbone, grano ecc.)

Modalità di lavoro 4

• oggetti distinti ma tangenti (cartoni, casse ecc.)

Modalità di lavoro 5

► il carico è discontinuo. Si tratta di oggetti distribuiti più o meno regolarmente lungo il trasportatore.

Modalità di lavoro 6

Supporto del carico

Indipendentemente dalla sua natura, il carico può essere supportato durante il trasporto in diversi modi:
► il carico non è supportato dalla catena che pertanto non ha alcun ruolo di trazione. Il carico poggia su una superficie di guida che ne consente lo scivolamento o il rotolamento. Tale caso è il più frequente nel trasporto in canale alla rinfusa nel quale la catena viene immersa.
► il carico è sostenuto dalla catena:

• sia direttamente, in genere grazie alle piastre disassate,
• sia con l’ausilio di vari accessori agganciati con uno dei mezzi descritti nel paragrafo precedente (perni forati, piastre con fori, attacchi K ecc.).

Percorso

L’origine e il valore delle forze che vengono esercitate sulla catena dipendono non soltanto dalle modalità di appoggio della catena e dal supporto del carico, ma anche dalla natura del suo percorso:
Percorso rettilineo orizzontale (il caso più semplice):

In teoria, le forze di trazione sulla catena provengono soltanto dall’attrito:

scivolamento e/o rotolamento delle due parti della catena sulle guide
• eventuale attrito del carico sui relativi appoggi

Inoltre, la catena è caricata perpendicolarmente alla relativa direzione con le masse (catena e carico) e tale forza può essere esercitata sui rulli grandi.

Percorso rettilineo inclinato: È necessario tenere conto delle forze già descritte:

 

Parcours rectiligne incliné

• agli attriti si aggiunge l’elevazione della massa
• la massa viene esercitata soltanto per la sua componente normale

Percorso curvo: Le leggi della meccanica consentono di calcolare l’effetto della curvatura della guida sull’attrito della catena. Quest’ultimo deve essere preso in considerazione soltanto per curvature a piccolo raggio e forti deviazioni.

 

Percorso misto: Ovviamente, una medesima installazione può contenere sezioni di percorso che combinano le configurazioni descritte.

Parcours mixte

Altre condizioni di lavoro

Diverse condizioni di lavoro possono aggiungersi alle condizioni di base già descritte. È necessario tenerne conto al momento della descrizione delle condizioni di utilizzo della catena (paragrafo successivo). Si tratta essenzialmente di parametri meccanici, ma anche relativi alla natura dell’ambiente.

Dragaggio: Una forza supplementare viene esercitata sulla catena quando il carico del trasportatore avviene a mezzo di dragaggio, come accade spesso negli elevatori a secchi.

Dragage
► Carichi d’urto: Indipendentemente dai carichi d’urto che possono avvenire all’avvio, anche l’arrivo dei carichi sul trasportatore in funzione può causare sovraccarichi di cui è necessario tenere conto
Torsione: Le forze esercitate sulla catena non devono avere componenti di torsione. Non è sempre possibile evitare completamente tale condizione. Sarà allora necessario tenerne conto.
Effetto poligonale: Quando il numero di denti delle ruote è ridotto, come spesso è il caso nel trasporto, la loro forma poligonale provoca oscillazioni trasversali e variazioni di velocità che possono causare sovraccarichi ed essere proibitive in alcune condizioni.

 

Velocità: Poiché le masse in movimento sono solitamente elevate, il valore medio e le variazioni della velocità della catena sono parametri importanti. La seguente tabella indica i valori di velocità attualmente utilizzati nei principali impieghi delle catene di trasporto.

Convogliatore a tappeto legno o metallo 0,10 e 0,50 m/s
Elevatore verticale a secchi distanziati 0,60 e 1,75 m/s
Elevatore inclinato a secchi distanziati 0,60 e 0,95 m/s
Elevatore verticale continuo a secchi 0,30 e 0,70 m/s
Elevatore inclinato continuo a secchi 0,15 e 0,40 m/s
Trasportatori a pettine 0,10 e 0,60 m/s
Elevatori a bilancelle 0,10 e 0,30 m/s
Trasportatori a raschietti 0,20 e 0,50 m/s

Ambiente: Non è raro che le catene di trasporto lavorino in un ambiente difficile. Si tratta solitamente di aggressione chimica (umidità, vapori acidi ecc.) e di condizioni di temperatura (alta o bassa). Si veda il paragrafo 2 sui trattamenti raccomandati.

id, libero. Donec vel, nec elementum sit